Da tempo immemorabile, nella serata della vigilia dell’Immacolata a San Mango Piemonte si consuma il tradizionale rito del “vampalorio” nei rioni. Le contrade del piccolo centro picentino si animano col vociare dei ragazzi intenti alla raccolta di fascine e ceppi, dall’operosità degli adulti assorti nell’innalzare la pira di legna e dall’entusiasmo delle donne impegnate nella preparazione di alcuni dolci tipici locali. L’eccitazione per l’avvenimento folcloristico raggiunge il suo culmine con il crepitio dei rami ardenti e la sfavillante luce delle alte fiamme levantesi dalle pira di legno. Intorno al “vampalorio” bambini, ragazzi, adulti ed anziani si ritrovano accomunati da un rito che è storia, cultura e folclore. Mentre i più giovani si divertono giocando in modi ormai inconsueti, adulti ed anziani, tra ricordi e sospiri, improvvisano balli e canti popolari di antica memoria al ritmo di un vecchio tamburo, riscaldati esternamente dal calore della brace ardente ed internamente dall’immancabile buon bicchiere di vino locale ben sposato con patate, castagne, nocciole cotte nella brace dei falò. Fino a qualche decennio scorso si celebrava anche il rito del “mariandò e pizcandò” : intorno al falò si formavano due pile di giovani , cinque sotto e quattro sopra, che si contrapponevano ballando in circolo e indirizzandosi stornelli.
Il “Vampalorio” è una atavica tradizione di San Mango Piemonte che unisce e riunisce la comunità di San Mango Piemonte la sera del 7 dicembre, vigilia dell’Immacolata, intorno al fuoco conciliatore e purificatore. Intorno ai roventi ceppi dei falò rionali si formano festosi cerchi di giovani ed adulti a testimonianza di una d’identità storica e folcloristica che mantiene le vive le sue radici grazie alla forza di un fuoco mai spento. Le varie iniziative messe in cartellone dalla Pro Loco di San Mango Piemonte oltre salvaguardare questa usanza che è intrisa di storia, cultura, tradizione, gastronomia e tipicità della comunità locale, completa ed esalta lo sforzo dei gruppi rionali che perpetuano il rito del vampalorio. Obiettivo prioritario della Pro Loco è la conoscenza, la tutela e la promozione delle tradizioni tra le giovani generazioni. tale finalità viene perseguita con l’organizzazione di attività antropologiche, culturali ed artistiche che mirano ad attrarre l’attenzione su un evento che ha grosse potenzialità attrattive.
Difatti, l’accensione dei fuochi nei vari rioni coincide con tradizionali riti propiziatori intorno al “Vampalorio”, il fuoco che purifica e fertilizza, mentre le strade ed i rioni del paese risuonano di canti e balli tradizionali che invitano la gente a raccogliersi intorno al grande fuoco in una serata di invocazione e magia. Musicisti, cantori e ballerini portano allegria e vivacità intorno ai vampolori col ritmo delle tammorre e delle tarantelle. Quando calano le alte fiamme dei falò, per lasciare ardere i grossi ceppi, nella brace ardente vengono cotte castagne, patate e mele annurche. Ad ingrossare i gruppi di ballo ed i canti tradizionali ci penserà il frizzante vino novello paesano che tanto lustro e pene ha dato nei secoli ai nostri terrazzani. L’ospitalità dei sanmanghesi è sempre lieta di avere il sette dicembre quanti intendono trascorrere una giornata all’insegna delle tradizioni e del buon vivere.
“Non dimentichiamoci del festeggiato!” lettera di S.E. Monsignor Luigi Moretti per il Santo Natale
“La luce del Natale viene da lontano, ma trapassa e travalica i tempi. Siamo chiamati più che mai a vivere il nostro presente, guardando però oltre con fiducia e speranza” (Luigi Moretti; lettera per il Natale 2011).
“Non dimentichiamoci del festeggiato!” è la lettera con la quale l’arcivescovo Moretti “bussa alle case” e desidera sedersi, innanzi all’ideale camino, per intrattenersi a dialogare con ogni famiglia.
Il messaggio, che segue quello già scritto lo scorso anno, vuole essere il prosieguo di quel colloquio intrapreso alla luce del Natale, e, nello stesso tempo, vuole manifestare le preoccupazioni di un Vescovo per la sua gente, offrendo a ciascuno una certezza: Gesù Cristo.
La lettera, allegata al presente comunicato stampa, è pubblicata anche sul sito diocesano www.arcidiocesidisalerno-campagna-acerno.it.
“Non dimentichiamoci del festeggiato!” è la lettera con la quale l’arcivescovo Moretti “bussa alle case” e desidera sedersi, innanzi all’ideale camino, per intrattenersi a dialogare con ogni famiglia.
Il messaggio, che segue quello già scritto lo scorso anno, vuole essere il prosieguo di quel colloquio intrapreso alla luce del Natale, e, nello stesso tempo, vuole manifestare le preoccupazioni di un Vescovo per la sua gente, offrendo a ciascuno una certezza: Gesù Cristo.
La lettera, allegata al presente comunicato stampa, è pubblicata anche sul sito diocesano www.arcidiocesidisalerno-campagna-acerno.it.
VAMPALORIO A SAN MANGO PIEMONTE IL 7 DICEMBRE.
Mercoledì 7 dicembre rivive il Vampalorio a San Mango Piemonte, antica tradizione locale dei falò della vigilia dell’Immacolata. La Pro Loco, nell’ambito delle attività promosse per la salvaguardia e la rivalutazione delle tradizioni popolari, con il patrocinio del Comune di San Mango Piemonte, ha programmato per mercoledì 7 dicembre iniziative artistico culturali che sono da corollario al tradizionale rito dei falò per rioni. Si inizia alle ore 18.00, presso la sala del Club Cultori Enogastronomici”, con un convegno sul tema “Tradizioni e folclore, memorie popolari da gustare”, introdotto dal Sindaco Alessandro Rizzo e presentato da relatori dell’Associazione Arteria. Seguirà il Premio d’Arte e Cultura “Città del Tubenna” con presentazione di opere grafiche e poesie sulle tipicità locali, ed attribuzione di benemerenze ed attestati ad artisti e poeti. di riconoscimento a studiosi locali che con il loro operato contribuiscono ad elevare culturalmente ed artisticamente le comunità picentine. Dalle ore 20 in poi, il gruppo musicale popolare “E’ Cunte d’o Tamburo” portarà in giro nelle strade, nei rioni ed intorno ai falò del paese lo spettacolo “Canti e Cunti della Tradizione”. Cantando e ballando, tra fumi e profumi, tarantelle e tammorre, tipicità e vinelli, si passerà da un falò all’altro.
Nelle contrade del piccolo centro picentino, animate nella mattinata della vigilia dell’Immacolata dal vociare dei ragazzi intenti alla raccolta di fascine e ceppi, dall’operosità degli adulti assorti nell’innalzare la pila di legna e dall’entusiasmo delle donne impegnate nella preparazione di alcuni dolci tipici locali, l’eccitazione per l’avvenimento folcloristico raggiunge il suo culmine con l’accensione dei falò, intorno alle ore 20.00. Il crepitio dei rami ardenti e la sfavillante luce delle alte fiamme levantesi dalle pira di legno, accendono un’atmosfera tutta particolare, creando momenti di suggestione popolare divisa tra leggenda e realtà. Intorno al “vampalorio” bambini , ragazzi , adulti ed anziani si ritrovano accomunati da un rito che è storia , cultura e folclore. Mentre i più giovani si divertono giocando in modi ormai inconsueti, adulti ed anziani improvvisano balli e canti popolari di antica memoria al ritmo di un vecchio tamburo, riscaldati esternamente dal calore della brace ardente ed internamente dall’immancabile buon bicchiere di vino locale ben sposato con patate, castagne, nocciole cotte nella brace dei falò. Fino a qualche decennio scorso si celebrava anche il rito del “mariandò e pizcandò” : intorno al falò si formavano due pile di giovani , cinque sotto e quattro sopra, che si contrapponevano ballando in circolo e indirizzandosi stornelli. Un rito che si sta tentando di recuperare attraverso studi e ricerche che coinvolgono scuole, media, gruppi musicali e di ballo.
Nelle contrade del piccolo centro picentino, animate nella mattinata della vigilia dell’Immacolata dal vociare dei ragazzi intenti alla raccolta di fascine e ceppi, dall’operosità degli adulti assorti nell’innalzare la pila di legna e dall’entusiasmo delle donne impegnate nella preparazione di alcuni dolci tipici locali, l’eccitazione per l’avvenimento folcloristico raggiunge il suo culmine con l’accensione dei falò, intorno alle ore 20.00. Il crepitio dei rami ardenti e la sfavillante luce delle alte fiamme levantesi dalle pira di legno, accendono un’atmosfera tutta particolare, creando momenti di suggestione popolare divisa tra leggenda e realtà. Intorno al “vampalorio” bambini , ragazzi , adulti ed anziani si ritrovano accomunati da un rito che è storia , cultura e folclore. Mentre i più giovani si divertono giocando in modi ormai inconsueti, adulti ed anziani improvvisano balli e canti popolari di antica memoria al ritmo di un vecchio tamburo, riscaldati esternamente dal calore della brace ardente ed internamente dall’immancabile buon bicchiere di vino locale ben sposato con patate, castagne, nocciole cotte nella brace dei falò. Fino a qualche decennio scorso si celebrava anche il rito del “mariandò e pizcandò” : intorno al falò si formavano due pile di giovani , cinque sotto e quattro sopra, che si contrapponevano ballando in circolo e indirizzandosi stornelli. Un rito che si sta tentando di recuperare attraverso studi e ricerche che coinvolgono scuole, media, gruppi musicali e di ballo.
Al Castello Arechi presentazione del Grand Gourmet della tradizione millenaria della Campania
L’Ente Provinciale per il Turismo di Salerno, su incarico della Regione Campania - Assessorato al Turismo e Beni Culturali – nell’ambito delle azioni di promozione partite già alla recente fiera Travel Trade Italia di Rimini ha organizzato un press tour riservato alla stampa specializzata italiana ed estera finalizzato a proporre le novità dell’offerta turistica di alcune località d’ eccellenza della nostra regione. Il tour, organizzato con il supporto dei percorsi Artecard>Campania e di Digit Campania, si svolgerà dal 24 al 27 novembre e riguarderà in particolare Napoli (Campi Flegrei-i luoghi della Coppa America), Salerno (città capoluogo, Cava de’Tirreni e Costa d’Amalfi) e Caserta (Reggia e San Leucio).
Questo il dettaglio delle tappe salernitane:
Venerdì 25 novembre I giornalisti ospiti visiteranno la città di Salerno. In serata, alle ore 19.30 nella splendida cornice del Castello Arechi assisteranno alla presentazione del marchio “Grand Gourmet della tradizione millenaria della Campania”, progetto che mira alla promozione del patrimonio eno-gastronomico regionale evidenziando il forte radicamento dei prodotti con i luoghi di origine e valorizzando ricette e piatti di antica tradizione. Durante la presentazione del marchio si potranno gustare alcuni piatti selezionati da esperti e studiosi del settore.
Sabato 26 novembre i giornalisti visiteranno la Badia di Cava de’Tirreni (percorso Artecard>Campania) ed il centro storico di Salerno (Duomo, Pinacoteca, Giardini della Minerva). Seguirà trasferimento in Costa d’Amalfi. A Ravello visteranno nella suggestione notturna l’Auditorium Niemeyer il complesso monumentale di Villa Rufolo.
Si invitano gli organi di stampa a partecipare alle visite e in particolare, alla presentazione del marchio “Grand Gourmet della tradizione millenaria della Campania, evento previsto per le ore 19.30 di venerdì 25 novembre presso il Castello Arechi.
Sono stati invitati alla manifestazione il Presidente della Provincia di Salerno On. Edmondo Cirielli, il Sindaco del Comune di Salerno dott. Vincenzo De Luca, il Presidente della Camera di Commercio di Salerno dott. Guido Arzano, il Presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni avv. Amilcare Troiano, il vice Prefetto Vicario dott. Giovanni Cirillo ed i presidenti provinciali delle associazioni di categoria. La Regione Campania sarà rappresentata dal dirigente capoarea Turismo e Beni Culturali dott.ssa Ilva Pizzorno.
Si prega di accreditarsi alla presentazione di Grand Gourmet della tradizione millenaria della Campania e alle singole visite contattando l’ufficio stampa EPT Salerno
Questo il dettaglio delle tappe salernitane:
Venerdì 25 novembre I giornalisti ospiti visiteranno la città di Salerno. In serata, alle ore 19.30 nella splendida cornice del Castello Arechi assisteranno alla presentazione del marchio “Grand Gourmet della tradizione millenaria della Campania”, progetto che mira alla promozione del patrimonio eno-gastronomico regionale evidenziando il forte radicamento dei prodotti con i luoghi di origine e valorizzando ricette e piatti di antica tradizione. Durante la presentazione del marchio si potranno gustare alcuni piatti selezionati da esperti e studiosi del settore.
Sabato 26 novembre i giornalisti visiteranno la Badia di Cava de’Tirreni (percorso Artecard>Campania) ed il centro storico di Salerno (Duomo, Pinacoteca, Giardini della Minerva). Seguirà trasferimento in Costa d’Amalfi. A Ravello visteranno nella suggestione notturna l’Auditorium Niemeyer il complesso monumentale di Villa Rufolo.
Si invitano gli organi di stampa a partecipare alle visite e in particolare, alla presentazione del marchio “Grand Gourmet della tradizione millenaria della Campania, evento previsto per le ore 19.30 di venerdì 25 novembre presso il Castello Arechi.
Sono stati invitati alla manifestazione il Presidente della Provincia di Salerno On. Edmondo Cirielli, il Sindaco del Comune di Salerno dott. Vincenzo De Luca, il Presidente della Camera di Commercio di Salerno dott. Guido Arzano, il Presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni avv. Amilcare Troiano, il vice Prefetto Vicario dott. Giovanni Cirillo ed i presidenti provinciali delle associazioni di categoria. La Regione Campania sarà rappresentata dal dirigente capoarea Turismo e Beni Culturali dott.ssa Ilva Pizzorno.
Si prega di accreditarsi alla presentazione di Grand Gourmet della tradizione millenaria della Campania e alle singole visite contattando l’ufficio stampa EPT Salerno
L’Arcivescovo Luigi Moretti incontra gli operai del pastificio Amato al Palazzo Arcivescovile stamani 21 novembre 2011
Nella mattinata del 21 novembre 2011, l’Arcivescovo Monsignor Luigi Moretti ha ricevuto in udienza una rappresentanza dei lavoratori dello storico Pastificio Antonio Amato, accompagnati dalle rappresentanze sindacali. In un clima di tensione emotiva, ma serena, le maestranze hanno raccontato le difficoltà in cui versano da molto tempo: la cassa integrazione dai tempi e dalle modalità incerte, le famiglie a carico che richiedono sicurezze anche economiche e la paura per il futuro. L’Arcivescovo ha voluto informarsi dettagliatamente della situazione giuridica in cui versa l’opificio e ha ascoltato con attenzione le loro ansie e preoccupazioni.
“Se è utile, sentitemi insieme a voi” ha detto, confermando la vicinanza a ciascun operatore dell’azienda. La Chiesa per sua natura è stata sempre vicina a chi vive il disagio e questo momento storico, per alcuni può assumere forme drammatiche. L’Arcivescovo manifestando affettuosi sentimenti di partecipazione li ha anche esortati a non abbandonarsi alla disperazione, e nei limiti delle sue possibilità, ha espresso disponibilità a dare voce alle loro istanze. In linea con il Magistero del Santo Padre Benedetto XVI anche la Chiesa che è in Salerno-Campagna-Acerno, con il suo Vescovo, afferma con chiarezza che “Il lavoro riveste primaria importanza per la realizzazione dell’uomo e per lo sviluppo della società, e per questo occorre che esso sia sempre organizzato e svolto nel pieno rispetto dell’umana dignità e al servizio del bene comune”.
A conclusione dell’incontro l’Arcivescovo ha manifestato preoccupazione perché il dilatarsi della soluzione può impoverire il valore dell’azienda “il gran parlare e il procrastinarsi della soluzione possono mettere a rischio il raggiungimento del vero obiettivo, che è il lavoro e il reddito per le 125 famiglie”.
Infine in un clima cordiale c’è stato l’impegno di Monsignor Luigi Moretti a seguire con attenzione gli sviluppi dell’intera vicenda e ha auspicato un intervento delle Istituzioni per il bene delle 125 famiglie, centro dell’interesse di tutti.
“Se è utile, sentitemi insieme a voi” ha detto, confermando la vicinanza a ciascun operatore dell’azienda. La Chiesa per sua natura è stata sempre vicina a chi vive il disagio e questo momento storico, per alcuni può assumere forme drammatiche. L’Arcivescovo manifestando affettuosi sentimenti di partecipazione li ha anche esortati a non abbandonarsi alla disperazione, e nei limiti delle sue possibilità, ha espresso disponibilità a dare voce alle loro istanze. In linea con il Magistero del Santo Padre Benedetto XVI anche la Chiesa che è in Salerno-Campagna-Acerno, con il suo Vescovo, afferma con chiarezza che “Il lavoro riveste primaria importanza per la realizzazione dell’uomo e per lo sviluppo della società, e per questo occorre che esso sia sempre organizzato e svolto nel pieno rispetto dell’umana dignità e al servizio del bene comune”.
A conclusione dell’incontro l’Arcivescovo ha manifestato preoccupazione perché il dilatarsi della soluzione può impoverire il valore dell’azienda “il gran parlare e il procrastinarsi della soluzione possono mettere a rischio il raggiungimento del vero obiettivo, che è il lavoro e il reddito per le 125 famiglie”.
Infine in un clima cordiale c’è stato l’impegno di Monsignor Luigi Moretti a seguire con attenzione gli sviluppi dell’intera vicenda e ha auspicato un intervento delle Istituzioni per il bene delle 125 famiglie, centro dell’interesse di tutti.
AL VIA SABATO 12 NOVEMBRE LA SCUOLA DI FORMAZIONE SOCIO-POLITICO ORGANIZZATA DALLA CURIA DI SALERNO.
Sarà S.E. Monsignor Luigi Moretti, alle ore 9.30 di sabato 12 novembre 2011, ad inaugurare presso il Salone della Caritas Diocesana, in via Bastioni 4 di Salerno, la prima scuola socio-politica organizzata dagli uffici di curia dell’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno. il primo corso di formazione diocesano all’impegno sociale e politico.
Monsignor Moretti presiederà alla lezione inaugurale del corso di formazione che trova le sue finalità nella parole di Benedetto XVI "Servire il diritto e combattere il dominio dell'ingiustizia è e rimane il compito fondamentale del politico”, pronunciate dal Pontefice il 22 settembre 2011 nella visita al parlamento federale tedesco Reichstag di Berlino.
Il primo incontro ha per titolo "Che cos’è la politica? - Valori ed etica” e sarà presentato dal dottor Angelo Candiani, presidente di ASLAM, Associazione Scuole Lavoro Alto Milanese.
Le iscrizioni al primo corso di formazione all’impegno sociale e politico organizzato dall’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno possono essere presentate fino al 12 novembre 2011, scaricando dal sito www.pgsalerno.it, tutta la documentazione richiesta.
La finalità del corso è contribuire alla formazione di giovani cittadini responsabili, capaci di confrontarsi e di affrontare le problematiche, i dilemmi e le contraddizioni del nostro tempo sul piano sociale e politico. Capaci, cioè, di misurarsi con i problemi della nostra società, coi suoi conflitti e con i suoi ritardi, ma anche con le sue prospettive e potenzialità. L’obiettivo è quello di costruire, tramite un percorso comune, la formazione di persone che ispirate al Vangelo possano vivere cristianamente e responsabilmente le questioni etico-sociali odierne. Non si tratta di una scuola di partito, né si vuole offrire un posto da occupare in qualche istituzione pubblica.
Destinatari del corso sono giovani in età compresa tra i 18 ed i 35 anni, in possesso di diploma di scuola di secondo grado o titolo superiore. I partecipanti ammessi saranno compresi tra un minimo di 20 ed un massimo di 50.
Monsignor Moretti presiederà alla lezione inaugurale del corso di formazione che trova le sue finalità nella parole di Benedetto XVI "Servire il diritto e combattere il dominio dell'ingiustizia è e rimane il compito fondamentale del politico”, pronunciate dal Pontefice il 22 settembre 2011 nella visita al parlamento federale tedesco Reichstag di Berlino.
Il primo incontro ha per titolo "Che cos’è la politica? - Valori ed etica” e sarà presentato dal dottor Angelo Candiani, presidente di ASLAM, Associazione Scuole Lavoro Alto Milanese.
Le iscrizioni al primo corso di formazione all’impegno sociale e politico organizzato dall’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno possono essere presentate fino al 12 novembre 2011, scaricando dal sito www.pgsalerno.it, tutta la documentazione richiesta.
La finalità del corso è contribuire alla formazione di giovani cittadini responsabili, capaci di confrontarsi e di affrontare le problematiche, i dilemmi e le contraddizioni del nostro tempo sul piano sociale e politico. Capaci, cioè, di misurarsi con i problemi della nostra società, coi suoi conflitti e con i suoi ritardi, ma anche con le sue prospettive e potenzialità. L’obiettivo è quello di costruire, tramite un percorso comune, la formazione di persone che ispirate al Vangelo possano vivere cristianamente e responsabilmente le questioni etico-sociali odierne. Non si tratta di una scuola di partito, né si vuole offrire un posto da occupare in qualche istituzione pubblica.
Destinatari del corso sono giovani in età compresa tra i 18 ed i 35 anni, in possesso di diploma di scuola di secondo grado o titolo superiore. I partecipanti ammessi saranno compresi tra un minimo di 20 ed un massimo di 50.
4 novembre: Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate.
Il 4 novembre del 1918 terminava vittoriosamente per l’Italia la prima guerra mondiale. Con l’entrata delle truppe italiane vittoriose a Trento e Trieste, dopo quasi tre anni e mezzo di combattimenti, si concludeva quella che allora venne definita la “Grande Guerra”. Grande per il coinvolgimento delle Nazioni, grande il dispiego di forze ed armamenti, grande per i milioni di morti, grande per distruzioni, grande per le immani tragedie, grande per gli sconvolgimenti apportati. Molti i morti italiani, molti i feriti ed i mutilati ritornati dal fronte, molte le famiglie distrutte. L’Italia intera aveva dato il suo contributo. Ragazzi del sud, del centro e del nord combatterono fianco a fianco nelle trincee per fermare il più forte esercito dell’epoca, quello austro ungarico. Tutti uniti per affermare l’indipendenza e l’unità della Nazione, dalla Sicilia alle Alpi. E per un’ Italia unita padri e madri, spose e figli, da nord a sud, versarono amare lacrime di dolore per il tributo di sangue offerto alla Patria.
Con la fine della della Grande Guerra si completava anche il processo di unificazione nazionale. Tre anni dopo, il 4 novembre 1921, l’Italia si stringeva attorno alla figura del “Milite ignoto”, un soldato senza nome che divenuto rappresentazione di lutto personale e collettivo e, soprattutto, un simbolo di identità collettiva e di unione. Con Regio decreto n. 1354 del 23 ottobre 1922 la giornata venne dichiarata festa nazionale.
Da allora ogni 4 novembre si celebra il Giorno dell’Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate, commemorando il tributo di sangue e le gesta eroiche che gli italiani seppero mostrare sul Carso e sul Piave. Ma a distanza di 93 anni il ricordo della Grande Guerra diventa fumoso perché, ormai, rimangono solo i testi di storia a raccontarne gli eventi. Ma la salvaguardia dell’unità e dell’indipendenza della Patria è sempre chiara. Il sacrificio di sangue dei tanti giovani soldati immolatisi sul campo di battaglia nutre ancora la terra dal Piave alle Alpi ed è ancora vivo tra i resti delle trincee rimaste a memoria ed a monito per le future generazioni.
Purtroppo alle celebrazioni di questi ultimi anni manca la presenza di arzilli ultraottantenni, reduci e combattenti della grande guerra, che con le loro rispolverate onorificenze in bella mostra sul petto, testimoniavano con ardore ed orgoglio gli ultimi legami con la storia patria costruita con le note di “Il Piave mormorò … non passa lo straniero”.
Oggi purtroppo di stranieri alle nostre frontiere ne passano, eccome. Di buoni e cattivi. Bianchi, gialli, neri e chissà come. E con loro passano tante altre cose che poco hanno a che vedere con la nostra storia, la nostra cultura, la nostra tradizione. E gli italiani, che è un popolo di esterofili, tutto accoglie e tutto valorizza. Per questo non bisogna meravigliarsi quando un bambino racconta minuziosamente ai suoi genitori della festa delle streghe “Halloween”, mentre si sa poco del nostro "Carnevale". Non bisogna meravigliarsi se i bambini credono che il Presidente della Repubblica sia Obama mentre di Napolitano sanno poco o niente. Oggi è più facile vedere bambini sventolare la bandiera a stelle e strisce che l’italico tricolore bramato, conquistato e sventolato dai tanti italiani che, per l’affermazione degli alti valori della patria, in esso hanno, purtroppo, visto composte le proprie mortali spoglie.
Non si intende, con questo, inneggiare a facili nazionalismi, ma si intende riconoscere ai nostri padri, ai nostri nonni, il sacrificio fatto nella costruzione e ricostruzione dell’Italia. Si intende affermare l'orgoglio italiano in una libera e democratica comunità europea. Si intende far stimare l'italica dignità a tutta la comunità mondiale in modo tale da dare, ai tanti connazionali emigrati, la fierezza di essere italiani.
Con la fine della della Grande Guerra si completava anche il processo di unificazione nazionale. Tre anni dopo, il 4 novembre 1921, l’Italia si stringeva attorno alla figura del “Milite ignoto”, un soldato senza nome che divenuto rappresentazione di lutto personale e collettivo e, soprattutto, un simbolo di identità collettiva e di unione. Con Regio decreto n. 1354 del 23 ottobre 1922 la giornata venne dichiarata festa nazionale.
Da allora ogni 4 novembre si celebra il Giorno dell’Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate, commemorando il tributo di sangue e le gesta eroiche che gli italiani seppero mostrare sul Carso e sul Piave. Ma a distanza di 93 anni il ricordo della Grande Guerra diventa fumoso perché, ormai, rimangono solo i testi di storia a raccontarne gli eventi. Ma la salvaguardia dell’unità e dell’indipendenza della Patria è sempre chiara. Il sacrificio di sangue dei tanti giovani soldati immolatisi sul campo di battaglia nutre ancora la terra dal Piave alle Alpi ed è ancora vivo tra i resti delle trincee rimaste a memoria ed a monito per le future generazioni.
Purtroppo alle celebrazioni di questi ultimi anni manca la presenza di arzilli ultraottantenni, reduci e combattenti della grande guerra, che con le loro rispolverate onorificenze in bella mostra sul petto, testimoniavano con ardore ed orgoglio gli ultimi legami con la storia patria costruita con le note di “Il Piave mormorò … non passa lo straniero”.
Oggi purtroppo di stranieri alle nostre frontiere ne passano, eccome. Di buoni e cattivi. Bianchi, gialli, neri e chissà come. E con loro passano tante altre cose che poco hanno a che vedere con la nostra storia, la nostra cultura, la nostra tradizione. E gli italiani, che è un popolo di esterofili, tutto accoglie e tutto valorizza. Per questo non bisogna meravigliarsi quando un bambino racconta minuziosamente ai suoi genitori della festa delle streghe “Halloween”, mentre si sa poco del nostro "Carnevale". Non bisogna meravigliarsi se i bambini credono che il Presidente della Repubblica sia Obama mentre di Napolitano sanno poco o niente. Oggi è più facile vedere bambini sventolare la bandiera a stelle e strisce che l’italico tricolore bramato, conquistato e sventolato dai tanti italiani che, per l’affermazione degli alti valori della patria, in esso hanno, purtroppo, visto composte le proprie mortali spoglie.
Non si intende, con questo, inneggiare a facili nazionalismi, ma si intende riconoscere ai nostri padri, ai nostri nonni, il sacrificio fatto nella costruzione e ricostruzione dell’Italia. Si intende affermare l'orgoglio italiano in una libera e democratica comunità europea. Si intende far stimare l'italica dignità a tutta la comunità mondiale in modo tale da dare, ai tanti connazionali emigrati, la fierezza di essere italiani.
Festa della mela annurca: una opportunità territoriale
La “Festa della Mela Annurca” ha caratterizzato la promozione sociale di San Mango Piemonte durante il primo scorcio autunnale del 2011 con l’obiettivo di valorizzare la mela annurca, e le tipicità territoriali, favorirne la produttività, concretizzandola con la conoscenza di luoghi, tradizioni, produzioni e gastronomia. Il programma dell’evento, organizzato dalla Pro Loco di San Mango Piemonte, si è articolato tra ottobre e novembre con variegate iniziative tutte miranti a dare significativa forza penetrativa all’azione propositiva della manifestazione, salvaguardare la continuazione di una tipicità, tutelarne la produttività, sia in qualità che in redditività, delocalizzare una tipicità territoriale con l’affermazione del brand image attraverso la genuinità di un merchandising socio-culturale ben strutturato all’interno di una già intensa progettazione finalizzata alla promozione e valorizzazione di un circuito turistico di “qualità” in senso lato, alla tutela di un’identità culturale e territoriale.
In forza di queste finalità e sulla scorta di un inscindibile legame del territorio locale con la mela annurca, primaria tipicità di notevole interesse ed evoluzione socio economico, la festa della mela annurca, patrocinata dal Comune di San Mango Piemonte nell’ambito del progetto “L’antica cucina sanmaghese”, è stata suddivisa in: GustAnnurca, MelaDay, Melarenda, MelaGiro e MelArtè.
L’avvio è stato dato da “GustAnnurca”, un concorso gastronomico tendente a dare risalto alle le proprietà culinarie dell’annurca, attraverso la preparazione e degustazione di ricette avente la tipica mela tra gli ingredienti. La gara conclusiva, svoltasi il 14 ottobre presso la Tenuta D’Amore Resort, ha visto primeggiare tra le cinque ricette finaliste la portata preparata dallo chef de cousine Fabrizio Di Lisi, “Maialino porchettato al taurasi con sfoglie di zucca e mela annurca”, che ha riportato la maggiore valutazione complessiva espressa dalla giuria tecnica e dalla giuria dei Sindaci del picentino.
Con “Melarenda” si è inteso favorire, soprattutto tra i giovani, una sana e corretta alimentazione consumando, in particolare a merenda, i frutti del paniere delle eccellenze produttive territoriali, come la mela annurca.
MelaGiro è stata un’escursione turistica a melai e zone di produzione campane finalizzata alla conoscenza della filiera melicola e della tipicità dell’annurca, conosciuta ed apprezzata fin dai tempi dell’antica Roma.
L’iniziativa MelArtè è una concorso artistico avente a tema la mela annurca ed il suo contesto che mira a mettere in mostra, attraverso ogni forma ed espressione dell’arte, le tipicità e le usanze rurali del territorio, assicurandone così continuità e memoria.
Clou della festa della mela annurca è stato “MelaDay”, il giorno della mela, una manifestazione di conoscenza e degustazione della tipicità, cultura, storia, tradizioni e gastronomia locale, svoltasi sabato 22 ottobre scorso nel centro storico di San Mango Piemonte. Con la proposizione in degustazione della mela annurca, è stato proposto anche la prima dello spettacolo itinerante “La disfida de' Santomango ovvero come li due contendenti lottavano per amore de la bella Bianca da Procida”. Una performance scenica recitata, ballata e musicata in chiave medioevale tra slarghi, portoni, cortili, vicoli del caratteristico centro storico di San Mango di un fatto d’amore ed armi verificatosi tra il 1334 ed 1338 nell’antica Terra Sancti Magni et Pedemontis, oggi San Mango Piemonte, che sconvolse anche il principato di Salerno. La storia è stata rivissuta nei suoi punti salienti con gli attori Flavia D’Aiello, Francesco Petti e Carlo Rosselli, con le musiche medioevali eseguite dal vivo da Francesco Manna, Gerardo Oliva e Giuseppe Rola, Osvaldo Costabile, con i costumi de La casa del Gallo d’oro, ed i pupazzi di Flavia D’Aiello.
Nei primi decenni del XIV secolo il Principato di Salerno fu scosso da sedizioni, sommosse ed episodi di violenza e di sangue che danneggiarono il commercio e le attività artigianali fiorenti soprattutto nel Picentino. Quella che più di tutte, sia per la durata sia per il numero delle persone coinvolte, fu certamente la guerra sociale che divampò fra due delle famiglie più nobili e potenti del tempo: i Santomango e i d’ Ajello. La scintilla fu accesa dall'abate e chierico Riccardo d'Ajello che, invaghitosi di Bianca di Procida,giovanetta di esimia bellezza e d'illustri natali, promessa sposa a Lanfolfo Santomango, la rapì il giorno stesso delle nozze. Ciò produsse una lunga guerra civile tra le due famiglie, cui presero parte oltre mille uomini. Re Roberto, informato dapprima del temerario atto, e scandalizzato da cotanta scelleratezza, emanò un bando contro d'Ajello il dì 1 di agosto 1334, col quale fulminò pene severe a chiunque desse ricetto a Riccardo d’Ajello milite di Salerno, homo sceleratus ... ob enorme delictum ab olim patratum; mandamus quod nemo potest eum receptare>. Impertanto, i Santomagni, accesi di rabbia ed ebbri di vendetta, giurarono di cancellare col sangue la macchia del torto ed affronto ricevuto. Seguirono quattro anni di guerre ed atti di violenza a cui presere parte ben 334 uomini della famiglia dei d’ Ajello ai quali si contrapponevano 355 armati della famiglia Santomango. La guerra si fece più aspra con l'uccisione di due dei fratelli Santomango per mano dello stesso Riccardo d'Ajello e di suo fratello Matteo, nel convento dei frati minori di Salerno, alla presenza dell'arcivescovo della città. La guerra fu così implacabile e travolse tanto la città di Salerno e della sua Foria che i mercanti furono costretti a domandare la moratoria. E sull'invito dei Sindaci di Salerno e delle vicine Università, il re Roberto dovette promulgare un indulto che venne nel 1338 e rappacificò la maggior parte dei contendenti, anche se non sedò la profonda inimicizia tra i Santomango e i d’Ajello, fino a quando, nel 1350, una mano ignota raggiunse ed uccise il responsabile Roberto d'Ajello.
In forza di queste finalità e sulla scorta di un inscindibile legame del territorio locale con la mela annurca, primaria tipicità di notevole interesse ed evoluzione socio economico, la festa della mela annurca, patrocinata dal Comune di San Mango Piemonte nell’ambito del progetto “L’antica cucina sanmaghese”, è stata suddivisa in: GustAnnurca, MelaDay, Melarenda, MelaGiro e MelArtè.
L’avvio è stato dato da “GustAnnurca”, un concorso gastronomico tendente a dare risalto alle le proprietà culinarie dell’annurca, attraverso la preparazione e degustazione di ricette avente la tipica mela tra gli ingredienti. La gara conclusiva, svoltasi il 14 ottobre presso la Tenuta D’Amore Resort, ha visto primeggiare tra le cinque ricette finaliste la portata preparata dallo chef de cousine Fabrizio Di Lisi, “Maialino porchettato al taurasi con sfoglie di zucca e mela annurca”, che ha riportato la maggiore valutazione complessiva espressa dalla giuria tecnica e dalla giuria dei Sindaci del picentino.
Con “Melarenda” si è inteso favorire, soprattutto tra i giovani, una sana e corretta alimentazione consumando, in particolare a merenda, i frutti del paniere delle eccellenze produttive territoriali, come la mela annurca.
MelaGiro è stata un’escursione turistica a melai e zone di produzione campane finalizzata alla conoscenza della filiera melicola e della tipicità dell’annurca, conosciuta ed apprezzata fin dai tempi dell’antica Roma.
L’iniziativa MelArtè è una concorso artistico avente a tema la mela annurca ed il suo contesto che mira a mettere in mostra, attraverso ogni forma ed espressione dell’arte, le tipicità e le usanze rurali del territorio, assicurandone così continuità e memoria.
Clou della festa della mela annurca è stato “MelaDay”, il giorno della mela, una manifestazione di conoscenza e degustazione della tipicità, cultura, storia, tradizioni e gastronomia locale, svoltasi sabato 22 ottobre scorso nel centro storico di San Mango Piemonte. Con la proposizione in degustazione della mela annurca, è stato proposto anche la prima dello spettacolo itinerante “La disfida de' Santomango ovvero come li due contendenti lottavano per amore de la bella Bianca da Procida”. Una performance scenica recitata, ballata e musicata in chiave medioevale tra slarghi, portoni, cortili, vicoli del caratteristico centro storico di San Mango di un fatto d’amore ed armi verificatosi tra il 1334 ed 1338 nell’antica Terra Sancti Magni et Pedemontis, oggi San Mango Piemonte, che sconvolse anche il principato di Salerno. La storia è stata rivissuta nei suoi punti salienti con gli attori Flavia D’Aiello, Francesco Petti e Carlo Rosselli, con le musiche medioevali eseguite dal vivo da Francesco Manna, Gerardo Oliva e Giuseppe Rola, Osvaldo Costabile, con i costumi de La casa del Gallo d’oro, ed i pupazzi di Flavia D’Aiello.
Nei primi decenni del XIV secolo il Principato di Salerno fu scosso da sedizioni, sommosse ed episodi di violenza e di sangue che danneggiarono il commercio e le attività artigianali fiorenti soprattutto nel Picentino. Quella che più di tutte, sia per la durata sia per il numero delle persone coinvolte, fu certamente la guerra sociale che divampò fra due delle famiglie più nobili e potenti del tempo: i Santomango e i d’ Ajello. La scintilla fu accesa dall'abate e chierico Riccardo d'Ajello che, invaghitosi di Bianca di Procida,giovanetta di esimia bellezza e d'illustri natali, promessa sposa a Lanfolfo Santomango, la rapì il giorno stesso delle nozze. Ciò produsse una lunga guerra civile tra le due famiglie, cui presero parte oltre mille uomini. Re Roberto, informato dapprima del temerario atto, e scandalizzato da cotanta scelleratezza, emanò un bando contro d'Ajello il dì 1 di agosto 1334, col quale fulminò pene severe a chiunque desse ricetto a Riccardo d’Ajello milite di Salerno, homo sceleratus ... ob enorme delictum ab olim patratum; mandamus quod nemo potest eum receptare>. Impertanto, i Santomagni, accesi di rabbia ed ebbri di vendetta, giurarono di cancellare col sangue la macchia del torto ed affronto ricevuto. Seguirono quattro anni di guerre ed atti di violenza a cui presere parte ben 334 uomini della famiglia dei d’ Ajello ai quali si contrapponevano 355 armati della famiglia Santomango. La guerra si fece più aspra con l'uccisione di due dei fratelli Santomango per mano dello stesso Riccardo d'Ajello e di suo fratello Matteo, nel convento dei frati minori di Salerno, alla presenza dell'arcivescovo della città. La guerra fu così implacabile e travolse tanto la città di Salerno e della sua Foria che i mercanti furono costretti a domandare la moratoria. E sull'invito dei Sindaci di Salerno e delle vicine Università, il re Roberto dovette promulgare un indulto che venne nel 1338 e rappacificò la maggior parte dei contendenti, anche se non sedò la profonda inimicizia tra i Santomango e i d’Ajello, fino a quando, nel 1350, una mano ignota raggiunse ed uccise il responsabile Roberto d'Ajello.
FESTA DELLA MELA ANNURCA: sabato 22 ottobre è il giorno della mela a San Mango con rievocazione storica fatto d'amore ed armi.
Ferve l’attesa per MelaDay, il giorno della mela, iniziativa di conoscenza e degustazione di tipicità, cultura, storia, tradizioni e gastronomia locale. La seconda manifestazione della festa della mela annurca è programmata per sabato 22 ottobre prossimo nel centro storico di San Mango Piemonte. Avrà inizio alle ore 19.30 con l’apertura degli stand e proseguirà con la prima dello spettacolo “La disfida de' Santomango ovvero come li due contendenti lottavano per amore de la bella Bianca da Procida”. Una performance scenica recitata, danzata e suonata in chiave medioevale tra slarghi, portoni, cortili, vicoli del caratteristico centro storico di San Mango. Lo spettacolo itinerante, promosso dalla Pro Loco e creato dall’associazione Arteria, è il racconto teatrale di un fatto d’amore ed armi verificatosi tra il 1334 ed 1338 nell’antica Terra Sancti Magni et Pedemontis, oggi San Mango Piemonte, che sconvolse anche il principato di Salerno. La storia rivive nei suoi punti salienti con gli attori Flavia D’Aiello, Francesco Petti e Carlo Rosselli, con le musiche medioevali eseguite dal vivo da Francesco Manna, Gerardo Oliva e Giuseppe Rola, Osvaldo Costabile, con i costumi de La casa del Gallo d’oro, ed i pupazzi di Flavia D’Aiello. Tra una mela annurca e l’altra, lo spettacolo partirà da via Relli civico 28 alle ore 20.00 e terminerà alle 21.15 in piazza Alfinito. Alle ore 21.30 è prevista la replica sullo stesso percorso.
Nei primi decenni del XIV secolo il Principato di Salerno fu scosso da sedizioni, sommosse ed episodi di violenza e di sangue che danneggiarono il commercio e le attività artigianali fiorenti soprattutto nel Picentino. Quella che più di tutte, sia per la durata sia per il numero delle persone coinvolte, fu certamente la guerra sociale che divampò fra due delle famiglie più nobili e potenti del tempo: i Santomango e i d’ Ajello. La scintilla fu accesa dall'abate e chierico Riccardo d'Ajello che, invaghitosi di Bianca di Procida,giovanetta di esimia bellezza e d'illustri natali, promessa sposa a Lanfolfo Santomango, la rapì il giorno stesso delle nozze. Ciò produsse una lunga guerra civile tra le due famiglie, cui presero parte oltre mille uomini. Re Roberto, informato dapprima del temerario atto, e scandalizzato da cotanta scelleratezza, emanò un bando contro d'Ajello il dì 1 di agosto 1334, col quale fulminò pene severe a chiunque desse ricetto a Riccardo d’Ajello milite di Salerno, homo sceleratus ... ob enorme delictum ab olim patratum; mandamus quod nemo potest eum receptare>. Impertanto, i Santomagni, accesi di rabbia ed ebbri di vendetta, giurarono di cancellare col sangue la macchia del torto ed affronto ricevuto. Seguirono quattro anni di guerre ed atti di violenza a cui presere parte ben 334 uomini della famiglia dei d’ Ajello ai quali si contrapponevano 355 armati della famiglia Santomango. La guerra si fece più aspra con l'uccisione di due dei fratelli Santomango per mano dello stesso Riccardo d'Ajello e di suo fratello Matteo, nel convento dei frati minori di Salerno, alla presenza dell'arcivescovo della città. La guerra fu così implacabile e travolse tanto la città di Salerno e della sua Foria che i mercanti furono costretti a domandare la moratoria. E sull'invito dei Sindaci di Salerno e delle vicine Università, il re Roberto dovette promulgare un indulto che venne nel 1338 e rappacificò la maggior parte dei contendenti, anche se non sedò la profonda inimicizia tra i Santomango e i d’Ajello, fino a quando, nel 1350, una mano ignota raggiunse ed uccise il responsabile Roberto d'Ajello.
Nei primi decenni del XIV secolo il Principato di Salerno fu scosso da sedizioni, sommosse ed episodi di violenza e di sangue che danneggiarono il commercio e le attività artigianali fiorenti soprattutto nel Picentino. Quella che più di tutte, sia per la durata sia per il numero delle persone coinvolte, fu certamente la guerra sociale che divampò fra due delle famiglie più nobili e potenti del tempo: i Santomango e i d’ Ajello. La scintilla fu accesa dall'abate e chierico Riccardo d'Ajello che, invaghitosi di Bianca di Procida,giovanetta di esimia bellezza e d'illustri natali, promessa sposa a Lanfolfo Santomango, la rapì il giorno stesso delle nozze. Ciò produsse una lunga guerra civile tra le due famiglie, cui presero parte oltre mille uomini. Re Roberto, informato dapprima del temerario atto, e scandalizzato da cotanta scelleratezza, emanò un bando contro d'Ajello il dì 1 di agosto 1334, col quale fulminò pene severe a chiunque desse ricetto a Riccardo d’Ajello milite di Salerno, homo sceleratus ... ob enorme delictum ab olim patratum; mandamus quod nemo potest eum receptare>. Impertanto, i Santomagni, accesi di rabbia ed ebbri di vendetta, giurarono di cancellare col sangue la macchia del torto ed affronto ricevuto. Seguirono quattro anni di guerre ed atti di violenza a cui presere parte ben 334 uomini della famiglia dei d’ Ajello ai quali si contrapponevano 355 armati della famiglia Santomango. La guerra si fece più aspra con l'uccisione di due dei fratelli Santomango per mano dello stesso Riccardo d'Ajello e di suo fratello Matteo, nel convento dei frati minori di Salerno, alla presenza dell'arcivescovo della città. La guerra fu così implacabile e travolse tanto la città di Salerno e della sua Foria che i mercanti furono costretti a domandare la moratoria. E sull'invito dei Sindaci di Salerno e delle vicine Università, il re Roberto dovette promulgare un indulto che venne nel 1338 e rappacificò la maggior parte dei contendenti, anche se non sedò la profonda inimicizia tra i Santomango e i d’Ajello, fino a quando, nel 1350, una mano ignota raggiunse ed uccise il responsabile Roberto d'Ajello.
GustAnnurca: in gara quattro ricette a base di mela annurca
Quattro le ricette finaliste per GustAnnurca 2011. Un consenso di gusto e di colore per le ricette a base di mela annurca.
Quale di queste ricette finaliste ritenete, almeno visivamente, la più appetitosa?
Date la vostra valutazione collegandovi al sito www.gustannurca.it
1. millefoglie di mela annurca ai sapori della costiera.
2. Crostone di pane integrale con julienne di carote, mela annurca e friggitelli
3. Gnocchetti di patate con chiodini e mele annurche
4. Maialino porchettato, sfoglie di zucca e mela annurca al taurasi.
Giurati impegnati nella degustazione e valutazione portate
Quale di queste ricette finaliste ritenete, almeno visivamente, la più appetitosa?
Date la vostra valutazione collegandovi al sito www.gustannurca.it
1. millefoglie di mela annurca ai sapori della costiera.
2. Crostone di pane integrale con julienne di carote, mela annurca e friggitelli
3. Gnocchetti di patate con chiodini e mele annurche
4. Maialino porchettato, sfoglie di zucca e mela annurca al taurasi.
Giurati impegnati nella degustazione e valutazione portate
Allo chef de cousine Fabrizio Di Lisi il premio GustAnnurca 2011. La sua ricetta con mela annurca ha conquistato il gusto della giuria degli esperti e della giuria delle autorità.
Alla prova finale di GustAnnurca 2011 i Sindaci del picentino premiano lo chef de cousine Fabrizio Di Lisi che conquista la prima posizione del concorso gastronomico per ricette a base di mela annurca. Delle cinque pietanze pervenute alla prova finale, espletata ieri pomeriggio alla Tenuta D’Amore di San Mango, i nove giurati hanno assegnato la maggiore valutazione complessiva alla ricetta: Maialino porchettato al taurasi con sfoglie di zucca e mela annurca. A contendere la prima posizione al piatto di seconda portata preparato da Fabrizio Di Lisi, è stato fino all’ultimo saggio degustativo la portata d’antipasto, approntata dal cuoco Giuseppe Donatantonio: “crostone di pane integrale con julienne di carote, mela annurca e friggiteli”.
La valutazione delle ricette con mela annurca ammesse alla prova finale è stata eseguita da una giuria tecnica di tre elementi, chef ed esperti di gastronomia, e da una giuria autorità composta da Sindaci. Per ogni portata (due antipasti, due primi piatti ed un secondo piatto) sottoposta alla degustazione delle due giurie, sono state valutate, con voti da 0 a 10, preparazione, presentazione, degustazione ed originalità. La preparazione delle portate è stata valutata dai soli giurati tecnici (Pasquale Sabatino, Mirko D’Amore e Diodato Buonora) che hanno assistito i concorrenti durante le fasi di cottura ed allestimento della ricetta. La giuria delle autorità era composta da Pasquale Chianese, da Alessandro Rizzo, sindaco di San Mango Piemonte, Mario Camillo Sorgente, sindaco di Castiglione del Genovesi, Gennaro Aievoli, sindaco di San Cipriano Picentino, Gerardo Marotta, sindaco di Giffoni Sei Casali e presidente Comunità montana monti picentini, Paolo Russomando, sindaco di Giffoni Valle Piana e consigliere provinciale. A conclusione della gara, è seguita una tavola rotonda con i sindaci ed operatori della filiera melicola in cui sono state messe in evidenza le difficoltà del comparto agricolo campano.
GustAnnurca è la prima di cinque iniziative della Festa della Mela Annurca organizzata dalla Pro Loco di San Mango Piemonte. E’ finalizzata ad esaltare le proprietà gastronomiche della mela annurca ed il suo connubio con l’alta cucina in cui la regina delle mele, attraverso la capacità creativa di chef professionali, trova sempre più applicazione e consensi.
Prossimo appuntamento della festa della mela annurca con la seconda iniziativa Mela Day che si terrà sabato 22 ottobre 2011 nel centro storico di San Mango, dove dalle 20 in poi, tra stand promozionali e gastronomici, ci sarà lo spettacolo itinerante “La disfida de’ Santomango ovvero come li due contendenti lottavano per l’amore della bella Bianca da Procida”, rappresentazione scenica di un fatto d’armi e d’amore medioevale che sconvolse non solo la Terra Sancti Magni et Pedemontis, ma financo la città di Salerno.
La valutazione delle ricette con mela annurca ammesse alla prova finale è stata eseguita da una giuria tecnica di tre elementi, chef ed esperti di gastronomia, e da una giuria autorità composta da Sindaci. Per ogni portata (due antipasti, due primi piatti ed un secondo piatto) sottoposta alla degustazione delle due giurie, sono state valutate, con voti da 0 a 10, preparazione, presentazione, degustazione ed originalità. La preparazione delle portate è stata valutata dai soli giurati tecnici (Pasquale Sabatino, Mirko D’Amore e Diodato Buonora) che hanno assistito i concorrenti durante le fasi di cottura ed allestimento della ricetta. La giuria delle autorità era composta da Pasquale Chianese, da Alessandro Rizzo, sindaco di San Mango Piemonte, Mario Camillo Sorgente, sindaco di Castiglione del Genovesi, Gennaro Aievoli, sindaco di San Cipriano Picentino, Gerardo Marotta, sindaco di Giffoni Sei Casali e presidente Comunità montana monti picentini, Paolo Russomando, sindaco di Giffoni Valle Piana e consigliere provinciale. A conclusione della gara, è seguita una tavola rotonda con i sindaci ed operatori della filiera melicola in cui sono state messe in evidenza le difficoltà del comparto agricolo campano.
GustAnnurca è la prima di cinque iniziative della Festa della Mela Annurca organizzata dalla Pro Loco di San Mango Piemonte. E’ finalizzata ad esaltare le proprietà gastronomiche della mela annurca ed il suo connubio con l’alta cucina in cui la regina delle mele, attraverso la capacità creativa di chef professionali, trova sempre più applicazione e consensi.
Prossimo appuntamento della festa della mela annurca con la seconda iniziativa Mela Day che si terrà sabato 22 ottobre 2011 nel centro storico di San Mango, dove dalle 20 in poi, tra stand promozionali e gastronomici, ci sarà lo spettacolo itinerante “La disfida de’ Santomango ovvero come li due contendenti lottavano per l’amore della bella Bianca da Procida”, rappresentazione scenica di un fatto d’armi e d’amore medioevale che sconvolse non solo la Terra Sancti Magni et Pedemontis, ma financo la città di Salerno.
A San Mango gara culinaria con ricette a base di mela annurca.
Venerdì 14 ottobre alla Tenuta D’Amore Resort di San Mango Piemonte gran finale di GustAnnurca, concorso gastronomico riservato a ricette di cucina a base di mela annurca. Ben cinque le pietanze scelte per la prova conclusiva dell’iniziativa inserita nell’evento Festa della Mela Annurca, contenitore anche di MelaDay, Melarenda, MelaGiro e MelaArtè.
La degustazione e la valutazione dei piatti sarà effettuata da una giuria tecnica, formata da chef professionisti ed esperti dell’arte culinaria, e da una giuria popolare formata dalle autorità territoriali.
Mela annurca e alta cucina è un binomio che trova sempre più consensi, è un connubio che esalta la capacità creativa degli chef professionali ed amatoriali, è un matrimonio che offre soddisfazioni al gusto con le tipicità territoriali.
GustAnnurca, prima delle cinque iniziative della Festa della Mela Annurca organizzata dalla Pro Loco di San Mango Piemonte, nasce dalla volontà di esaltare le proprietà gastronomiche di questo antico frutto e far sbizzarrire la fantasia dei partecipanti dando loro un'occasione per mettere alla prova le proprie abilità culinarie, al cospetto di una giuria tecnica di esperti del settore e di una giuria popolare presente alla prova finale. E’ stata un'occasione per diversi cuochi, professionisti ed amatoriali, che hanno voluto mettersi alla prova proponendo le ricette più disparate, dall’antipasto al dolce, ovviamente tutte avente tra gli ingredienti la mela annurca.
La serata d’arte culinaria si concluderà alla Tenuta D’Amore Resort con una tavola rotonda che farà il punto sulla filiera della mela annurca nel territorio salernitano con la partecipazione oltre che del Sindaco di San Mango Piemonte, Alessandro Rizzo, dei Sindaci di Castiglione del Genovesi, Mario Camillo Sorgente, di San Cipriano Picentino, Gennaro Aievoli, di Giffoni Sei Casali, Gerardo Marotta, di Giffoni Valle Piana, Paolo Russomando, di Olveano sul Tusciano, Adriano Ciancio, e di Mercato San Severino, Giovanni Romano.
Prossimo appuntamento della festa della mela annurca con la seconda iniziativa Mela Day che si terrà sabato 22 ottobre 2011 nel centro storico di San Mango, dove dalle 20 in poi, tra stand promozionali e gastronomici, ci sarà lo spettacolo itinerante “La disfida de’ Santomango ovvero come li due contendenti lottavano per l’amore della bella Bianca da Procida”, rappresentazione scenica di un fatto d’armi e d’amore medioevale che sconvolse non solo la Terra Sancti Magni et Pedemontis, ma financo la città di Salerno.
La degustazione e la valutazione dei piatti sarà effettuata da una giuria tecnica, formata da chef professionisti ed esperti dell’arte culinaria, e da una giuria popolare formata dalle autorità territoriali.
Mela annurca e alta cucina è un binomio che trova sempre più consensi, è un connubio che esalta la capacità creativa degli chef professionali ed amatoriali, è un matrimonio che offre soddisfazioni al gusto con le tipicità territoriali.
GustAnnurca, prima delle cinque iniziative della Festa della Mela Annurca organizzata dalla Pro Loco di San Mango Piemonte, nasce dalla volontà di esaltare le proprietà gastronomiche di questo antico frutto e far sbizzarrire la fantasia dei partecipanti dando loro un'occasione per mettere alla prova le proprie abilità culinarie, al cospetto di una giuria tecnica di esperti del settore e di una giuria popolare presente alla prova finale. E’ stata un'occasione per diversi cuochi, professionisti ed amatoriali, che hanno voluto mettersi alla prova proponendo le ricette più disparate, dall’antipasto al dolce, ovviamente tutte avente tra gli ingredienti la mela annurca.
La serata d’arte culinaria si concluderà alla Tenuta D’Amore Resort con una tavola rotonda che farà il punto sulla filiera della mela annurca nel territorio salernitano con la partecipazione oltre che del Sindaco di San Mango Piemonte, Alessandro Rizzo, dei Sindaci di Castiglione del Genovesi, Mario Camillo Sorgente, di San Cipriano Picentino, Gennaro Aievoli, di Giffoni Sei Casali, Gerardo Marotta, di Giffoni Valle Piana, Paolo Russomando, di Olveano sul Tusciano, Adriano Ciancio, e di Mercato San Severino, Giovanni Romano.
Prossimo appuntamento della festa della mela annurca con la seconda iniziativa Mela Day che si terrà sabato 22 ottobre 2011 nel centro storico di San Mango, dove dalle 20 in poi, tra stand promozionali e gastronomici, ci sarà lo spettacolo itinerante “La disfida de’ Santomango ovvero come li due contendenti lottavano per l’amore della bella Bianca da Procida”, rappresentazione scenica di un fatto d’armi e d’amore medioevale che sconvolse non solo la Terra Sancti Magni et Pedemontis, ma financo la città di Salerno.
Diario di un soldato in missione di pace, il primo lavoro autobiografico di Camillo Ippolito è nelle librerie.
Giovedì 13 ottobre presentazione del libro “Diario di un soldato in missione di pace” del Ten. Col. Camillo Ippolito. L’iniziativa avrà inizio alle ore 19.00, con la presenza dell’autore, presso la sede della sezione di Salerno della Associazione Bersaglieri, sita presso la nuova chiesa Sant’Eustachio, zona Mariconda.
Nel suo primo lavoro editoriale il colonnello dei bersaglieri Ippolito, in servizio alla caserma di Persano, evidenzia in particolare le sofferenze dei bambini durante la missione di pace in Bosnia del contingente italiano. Il diario è stato scritto dall'autore durante i suoi sei mesi di permanenza in Bosna Erzegovina nel quadro dell'operazione "Joint Endeavour".
La condizione dei bambini bosniaci, la loro fame, i loro vestiti a stracci, le loro gelide lacrime, hanno tormentato il cuore di un soldato di pace. Per offrire ai suoi piccoli amici bosniaci un pò di serenità ed la speranza di un futuro migliore Camillo Ippolito devolve tutto il suo compenso derivante dalla vendita del libro all’orfanotrofio “EGIPAT” gestito da suore italiane delle “Ancelle del bambin Gesù” nella città di Sarajevo in Bosnia Erzegovina.
Nel suo primo lavoro editoriale il colonnello dei bersaglieri Ippolito, in servizio alla caserma di Persano, evidenzia in particolare le sofferenze dei bambini durante la missione di pace in Bosnia del contingente italiano. Il diario è stato scritto dall'autore durante i suoi sei mesi di permanenza in Bosna Erzegovina nel quadro dell'operazione "Joint Endeavour".
La condizione dei bambini bosniaci, la loro fame, i loro vestiti a stracci, le loro gelide lacrime, hanno tormentato il cuore di un soldato di pace. Per offrire ai suoi piccoli amici bosniaci un pò di serenità ed la speranza di un futuro migliore Camillo Ippolito devolve tutto il suo compenso derivante dalla vendita del libro all’orfanotrofio “EGIPAT” gestito da suore italiane delle “Ancelle del bambin Gesù” nella città di Sarajevo in Bosnia Erzegovina.
INIZIATIVA DI SOLIDARIETA' AL VERDI DI SALERNO PER I LEBBROSI DELLA GUINEA.
Martedì 18 ottobre p.v., con inizio alle ore 21.30 presso il Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Salerno si terrà una serata culturale di solidarietà promossa da dall'Ambasciata del Sovrano Militare Ordine di Malta nella Repubblica di Liberia in favore del Lebbrosario di Ganta, Contea di Nimba, ai confini con lo Stato di Guinea. Si tratta di uno dei non pochi lebbrosari presenti in Liberia, coraggiosamente gestito dalle Suore della Congregazione della Consolata e fortemente sostenuto da questa Rappresentanza Diplomatica, ove tutt’oggi, dopo la drammatica risorgenza della gravissima malattia infettiva seguente al conflitto ciivile che ha straziato il Paese per oltre quindici anni, si provvede alla cura di questa patologia con strutture e mezzi non ancora pienamente idonei ed efficaci. Il programma della serata prevede un concerto (voce e piano) del più celebre ciclo di lieder di Franz Schubert, la “Winterreise” offerta dal celebre tenore Marcello Nardis - considerato dalla critica specialistica tra i migliori liederisti della sua generazione - accompagnato al pianoforte dal leggendario pianista Bruno Canino.
Consiglio Comunale con la surroga di un consigliere, deliberazione mai adottata al Comune di San Mango nell'era repubblicana.
Convocato alle ore 18 di giovedì 6 ottobre il consiglio comunale con al primo punto dell’ordine del giorno la surroga del consigliere comunale dimissionario Ricciardi Sabato. All’ormai ex assessore alle finanze dovrebbe subentrare Oreste Cardella, primo dei non eletti della lista “Futuro Possibile” capeggiata dal Sindaco Alessandro Rizzo.
Seduta storica per il Comune di San Mango dove infatti la surroga di un consigliere comunale è una novità assoluta. Dal dopoguerra ad oggi, non si è mai adottata, nel corso di una consiliatura, la decisione di sostituire un consigliere comunale.
Dopo aver ricomposto il numero dei consiglieri comunali ed approvati i verbali della seduta precedente, l’assise municipale dovrà affrontare la discussione sul riconoscimento debiti fuori bilancio, la salvaguardia degli equilibri del bilancio di previsione 2011, la nomina componenti la commissione locale per il paesaggio e l’adeguamento del regolamento trasporto scolastico.
Seduta storica per il Comune di San Mango dove infatti la surroga di un consigliere comunale è una novità assoluta. Dal dopoguerra ad oggi, non si è mai adottata, nel corso di una consiliatura, la decisione di sostituire un consigliere comunale.
Dopo aver ricomposto il numero dei consiglieri comunali ed approvati i verbali della seduta precedente, l’assise municipale dovrà affrontare la discussione sul riconoscimento debiti fuori bilancio, la salvaguardia degli equilibri del bilancio di previsione 2011, la nomina componenti la commissione locale per il paesaggio e l’adeguamento del regolamento trasporto scolastico.
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