A Salerno dal 15 al 17 aprile XVI edizione della Mostra della Minerva, mostra-mercato di piante rare e quanto fa giardino



La “Mostra della Minerva”, organizzata dall’Associazione Hortus Magnus con il Patrocinio del Comune di Salerno, ritorna puntuale come ogni anno nella splendida cornice della Villa Comunale del capoluogo campano da venerdì 15 a domenica 17 Aprile 2016.

Attesa dagli appassionati e da quanti sono sensibili alla cultura del verde, la mostra-mercato è finalizzata a far conoscere, ospitando produttori selezionati provenienti da tutta Italia, le tipicità del settore florovivaistico valorizzate da una ricca esposizione di arredi e complementi per giardini, ceramiche di pregio, alimenti naturali ecc.

L’evento sarà arricchito da numerosi eventi collaterali quali:
• campagna di sensibilizzazione sulle corrette tecniche di gestione e cura degli alberi in città;
• progetto recupero artistico degli alberi destinati all’abbattimento;
• consulenze botaniche;
• laboratorio didattico di Floricoltura riservato ad allievi di scuole del territorio;
• laboratorio di tecniche di estrazione dei colori dalle piante in collaborazione con il Dipartimento di Farmacia dell'Università di Salerno;
• laboratorio di Ikebana Sogetsu e realizzazione di composizioni floreali;
• dimostrazioni di arte topiaria;
• convegno sul tema "I fiori nell'arte... di Matteo Sabino" (pittore salernitano); 
• visite guidate ai giardini e alle testimonianze storiche sul territorio;
• scambio di semi, talee, bulbi, tuberi, piantine ecc.
• orientamento per il corso di Laurea in Tecniche erboristiche del Dipartimento di Farmacia dell'Università di Salerno;
• concorso fotografico a tema botanico "Le leguminose" (12ª edizione);
• concorso "Professionalità e creatività nell’allestimento dello stand" riservato agli espositori;
• annullo postale speciale dell’Evento. 
  

Trivelle e Fonderie in piazza a San Cipriano Picentino per un convegno di informazione e conoscenza sui rischi ambientali.



Trivelle si, trivelle no, se ne parlerà domenica mattina 10 aprile in un pubblico convegno organizzato dalla Pro Loco di San Cipriano Picentino. L’iniziativa si terrà alle ore 11 in piazza Umberto primo, in caso di pioggia nell’aula consiliare, del capoluogo picentino. All’incontro saranno presenti i Sindaci dei Comuni Picentini ed i presidenti delle Pro Loco picentine. 
Non si toccheranno solo i temi del quesito referendario del prossimo 17 aprile, bensì sarà affrontata anche la questione fonderia Pisano. La proposta di delocalizzazione dell’opificio industriale di Fratte nel territorio dei Monti Picentini sparge dissensi e paure.
L’ipotesi Cupa Siglia / Sardone  potrebbe  maggiormente penalizzare un ambiente già offeso  dalla presenza dei siti di trasferenza, dalla ex discarica di Sardone non completamente bonificata,  dal Cementificio Italcementi,  dal depuratore,
dall’autostrada A3, e dal rischio della realizzazione di un termovalorizzatore o centrale termoelettrica.
Una tale scelta va a mortificare il territorio dei  Picentini e le sue risorse agroalimentari tipiche ed a marchio:  dal vino Montevetrano, all’olio DOP delle colline salernitane, dalla nocciola Giffoni IGP  alla mela annurca, dalla produzione di latte e alle produttive colture della valle del picentino.
Una ipotesi che potrebbe rilevarsi fatale per lo sviluppo del turismo rurale, ambientale ed enogastronomico che da anni si tenta di far decollare nella zona dei Picentini.
 
Nicola Vitolo


Secondo l'ANRA il prossimo Referendum “NO TRIVELLE” apre a nuovi rischi idrogeologici per il nostro Paese.

Col Referendum del 17 di aprile, gli italiani saranno chiamati ad esprimersi nel merito dell’opportunità o meno di abrogare la norma sulla durata delle autorizzazioni a esplorazioni e trivellazioni dei giacimenti già rilasciate.
La consultazione è stata promossa da 9 Regioni (Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise, che rappresentano anche il comitato ufficiale per il “SI”), che di fatto non risolve il vero problema della gestione dei rischi ambientali e idrogeologici nel nostro Paese.
L’obiettivo delle Regioni proponenti è quello di impedire alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo. Nonostante già oggi le società petrolifere non possano più richiedere per il futuro nuove concessioni per estrarre in mare entro le 12 miglia, per quanto riguarda le ricerche e le attività petrolifere già in corso una vittoria del «Sì» obbligherebbe le attività petrolifere a cessare progressivamente secondo la scadenza “naturale” fissata originariamente al momento del rilascio delle concessioni.
L'ANRA, Associazione Nazionale di Risk Manager e Responsabili di Assicurazioni Aziendali, rileva che se avesse successo il fronte del “SI” proprio le minacce di natura ambientale avrebbero un maggiore rischio di verificarsi, per l’affollarsi nei nostri mari di petroliere provenienti da siti di estrazione esteri. A questo si aggiungerebbe anche la perdita di migliaia di posti di lavoro attualmente impegnati nella filiera estrattiva petrolifera off shore.
Peraltro, nel nostro Paese manca totalmente la consapevolezza dei rischi idrogeologici che con cadenza annuale rendono sempre più fragile il territorio nazionale, con piene, alluvioni, che provocano morti e danni spesso irreparabili. Sarebbe stato molto più opportuno promuovere una consultazione popolare per mettere in sicurezza e sotto tutela aree del Paese lasciate all’incuria e all’abbandono.
"Si tratta dell’ennesima occasione persa dal Paese, perché si utilizza una consultazione popolare e democratica come l’istituto referendario per provare a risolvere una questione puntuale di negoziazione di sfere di influenza tra Stato e Regioni – commenta Alessandro De Felice, Presidente di ANRA. In particolare, le Regioni che hanno promosso il referendum sembrano voler far leva sullo stesso per acquisire potere in materia energetica e non solo, visto che è in discussione una riforma costituzionale che ridarebbe il monopolio decisionale al Governo. Se vincessero i «SI» migliaia di posti di lavoro andranno persi, in quanto sono 105 le piattaforme messe in discussione dal referendum, il che significa almeno 6.000 posti in fumo solo a Ravenna. Inoltre, l’Italia dovrebbe importare quantità maggiori di risorse dall’estero, dove vengono prodotte secondo gli stessi metodi oggetto della critica e del quesito referendario. Saremmo costretti a chiudere i rubinetti delle piattaforme esistenti da un giorno all’altro, rinunciando a circa il 60-70% della produzione di gas nazionale (ovvero gas metano, una fonte energetica considerata strategica per la transizione verso modelli più sostenibili, non petrolio). Non potendo da un giorno all’altro sopperire a questo fabbisogno con le fonti rinnovabili, il tutto si tradurrebbe in maggiori importazioni ed incremento di traffico navale (navi gasiere e petroliere) nei nostri mari, con conseguente inquinamento dei mari e paradossalmente aumentando così a dismisura il rischio ambientale rispetto a quello rappresentato dalla produzione delle piattaforme. Probabilmente i promotori del Referendum hanno già dimenticato quanto occorso nel 1991 all’indomani dell’affondamento della HAVEN dinanzi alle coste del porto di Genova, con i conseguenti rischi di natura ambientale che negli anni abbiamo visto accadere anche in altre aree del globo”.
Invece, in caso di vittoria del “No” (o di mancato raggiungimento del quorum), le ricerche e le attività petrolifere già in corso non avrebbero scadenza certa, ma proseguirebbero fino a esaurimento del giacimento. Va ricordato che le piattaforme in oggetto dovrebbero comunque ottenere il rinnovo delle concessioni, che non è automatico. Si chiede, quindi, di continuare ad estrarre idrocarburi laddove già si fa con sicurezza e rispetto dell’ambiente, anche se naturalmente con alcuni rischi. A tal proposito va ricordato che in Italia si estrae seguendo norme rigide ed elevatissimi standard qualitativi fra i più avanzati a livello mondale. Non a caso le aziende italiane operanti nella fornitura ed installazione di piattaforme e componentistiche sono i leader globali.
ANRA ha più volte osservato come l’incuria nella tutela del nostro territorio abbia fatto sì che tra il 1965 e il 2014 abbiano perso la vita quasi 2.000 persone a causa di frane (1.279) e inondazioni (717), circa 40 l’anno, oltre a 66 dispersi, 2.550 feriti e oltre 434.000 sfollati e senzatetto. E nel solo anno 2015 sono state rilevate 106 frane e 33 inondazioni, che hanno causato in Italia 18 morti, 25 feriti e oltre 3.500 tra sfollati e senzatetto (fonte: IRPI-CNR, gennaio 2016), con danni che l’Ordine dei Geologi stima in ben 3,5 miliardi all’anno.

Al Teatro Arbostella di Salerno venerdi 8 aprile si ride con il cabaret di Pierino Tiramisù



Appuntamento fuori cartellone al Teatro Arbostella di Salerno dove venerdi 8 aprile alle ore 21 sarà la volta del cabarèt a far ridere il pubblico affezionato della struttura di Viale Verdi. Sul palco si esibirà il comicissimo Pierino Tiramisu con l’esilarante spettacolo dal titolo ”Venite…perche’ le risate non le hanno ancora tassate!”. Si ride raccontando la vita vista con l’occhio del comico,ma non di quello normale, bensi del comico napoletano che della vita ne ha una visione e una filosofia tutta sua con personaggi che si incontrano e raccontano, con un bellissimo gruppo di ballo… e un finale toccante sulla terra dei fuochi.
Costo del biglietto 12 euro , ridotto 10 euro ( per anziani, ragazzi fino ai 14anni, abbonati del teatro, associazioni e cral). Per info e prevendita botteghino teatro oppure tel 0893867440 – 3471869810 -393 23 80 157

Classica e monumenti: concerto alla Chiesa di Sant’Antonio di Mercato San Severino sabato 2 aprile.



Musica classica quale contributo per la valorizzazione di alcuni tra i più significativi plessi monumentali salernitani: l’associazione Rachmaninov organizza il concerto ad ingresso libero, diretto artisticamente dal Maestro Tiziano Citro per sabato 2 aprile presso la Chiesa di Sant’Antonio a Mercato San Severino.  

02 aprile 2016, Mercato San Severino, Chiesa di Sant’Antonio, ore 20.30  – Sagrati delle Chiese, Palazzi Storici in Campania II edizione: A. Vivaldi “Gloria” in re magg K 626 per soli coro e orchestra. G.F. Haendel “Alleluja”. Con Angelarosa Fico soprano; Daniela Iliuta mezzosoprano; Corale Metelliana di Cava de’ Tirreni; Coro Hyrpini Cantores di Avellino; Giovanna Petitto organo; Carmine D’Ambola maestro del coro; Orchestra Internazionale della Campania diretta dal Maestro Leonardo Quadrini.

La manifestazione è patrocinata dalla Regione Campania e dall’Ente Provinciale per il Turismo di Salerno ed è realizzata in collaborazione con l’Associazione culturale Castello Pandola. 

A Salerno in arrivo un treno carico di api mercoledi 23 marzo con la sosta del Treno Verde Legambiente.


Fino a giovedì 24 marzo, Mielizia, lo storico marchio con cui sono distribuite le produzioni di Conapi - Consorzio Nazionale Apicoltori che riunisce oltre 600 soci in tutta Italia uniti dalla comune passione per un'apicoltura sana e rispettosa dell'ambiente e della biodiversità - fa tappa a Salerno, al binario 3, a bordo del Treno Verde di Legambiente, per sostenere la tradizionale campagna annuale dell'associazione ambientalista che quest'anno punta a valorizzare il ruolo fondamentale dei quartieri, per dimostrare come i processi innovativi e partecipativi dei più elementari nuclei della città possano essere la risposta ai problemi delle metropoli, e promuovere la transizione verso le smart city, dimostrando l'applicabilità delle buone pratiche su larga scala.
Con il supporto a questa iniziativa, Mielizia intende proseguire il proprio percorso di sensibilizzazione sull'importanza del ruolo delle api per la vita del pianeta, già intrapreso con il progetto "Bee Active! Attivi per le Api", nato appunto per stimolare i consumatori ad adottare comportamenti virtuosi al fine di contrastare lo sterminio che, da troppi anni, sta decimando questi fondamentali insetti.
In particolare, in linea con il tema dell'iniziativa di Legambiente, l'obiettivo di quest'anno è illustrare al pubblico che salirà a bordo della quarta carrozza del treno come è organizzata la città delle api e comprendere quanto stretto sia, per questi insetti, il legame fra benessere dell’ambiente e salute delle famiglie. Le api, al pari degli altri insetti impollinatori, svolgono una funzione insostituibile per difendere la biodiversità delle città e sono al contempo delle vere e proprie sentinelle dell'ambiente, per cui vanno difese e tutelate. È dunque importante che anche nelle città ci si prenda cura del verde urbano, sia esso pubblico o privato, utilizzando tecniche che le rispettino.
Nel corso della mattinata di mercoledì 23 marzo, alle ore 10.00, studenti e visitatori potranno ascoltare la testimonianza diretta dell'apicoltrice Angela Martino, sorella di Mario con cui gestisce un'azienda agricola a Buonalbergo (BN), che avrà con sé le api per far conoscere da vicino questi straordinari insetti e il loro lavoro (vedi scheda di approfondimento in allegato).

Corporate background Mielizia-Conapi
Mielizia, sintesi di miele e delizia, è lo storico brand degli apicoltori di Conapi, Consorzio Nazionale Apicoltori, la più importante cooperativa di apicoltori in Italia e una delle più importanti nel mondo. Gli apicoltori di Mielizia sono coltivatori di biodiversità e lavorano insieme alle api, creando le condizioni affinché questi meravigliosi insetti possano produrre mieli, pollini e prodotti apistici buoni e puliti.
Sono mieli e prodotti apistici esclusivamente ITALIANI e di alta qualità, provenienti dai più suggestivi territori italiani e riposti in vaso, dopo scrupolosi controlli, con un processo produttivo delicato e rispettoso delle proprietà naturali di questo prodotto. Mielizia rappresenta un modello completo di “filiera del miele”: dalla scelta dei territori,alla produzione in apiario, fino al confezionamento e alla commercializzazione del prodotto finito. Sono oltre 600 gli apicoltori e più di 75.000 gli alveari in tutta Italia, dal Piemonte alla Sicilia, da cui provengono mediamente oltre 2.600 tonnellate di miele. Conapi, che riunisce apicoltori biologici e convenzionali, è il primo produttore di miele biologico in Italia: oltre il 40% dei soci apicoltori sono biologici.
Non solo miele: oltre a numerosi mieli poli flora e mono flora (acacia, tiglio, castagno, bosco, coriandolo, agrumi, sulla, eucalipto, corbezzolo) i soci producono polline, pappa reale e propoli, produzioni che racchiudono qualità e proprietà preziose che restano inalterate nelle confezioni predisposte dal Consorzio.
Mielizia è il marchio che rende concreta la mission della Cooperativa, che punta a valorizzare gli apicoltori socie le loro produzioni, tutte realizzate nel segno di un’agricoltura pulita, biologica di qualità e rispettosa della biodiversità, a totale garanzia per il consumatore finale. La scelta di una lavorazione “a freddo” che non supera mai i 40°, la ricerca di percorsi innovativi di produzione e di packaging, il forte legame con il territorio, la valorizzazione delle tipicità locali fanno di Mielizia un brand di riferimento del mercato del miele in Italia e, grazie alle significative esportazioni, un solido protagonista anche sui principali mercati internazionali.

MARIO MARTINO: L'apicoltore protagonista della tappa di Salerno.

Mario Martino, di Buonalbergo (BN), inizia a occuparsi delle api malvolentieri quando, da adolescente, è costretto ad aiutare i genitori nei frutteti di famiglia, che necessitano delle api per l’impollinazione. Come in molte storie d’amore, l’odio per le api si muta però in amore e, terminati gli studi universitari, Mario Martino comunica ai genitori che ha intenzione di diventare un apicoltore.   
Ora gestisce una azienda a Buonalbergo e lavora con la sorella Angela, che si occupa del laboratorio di smielatura, dell’invasettamento e della vendita, e con il resto della squadra, composta da Igor, Donato e Andrea.
L’incontro con Conapi avviene attraverso un altro socio Conapi, Alessandro Sciarillo. La cooperativa e i suoi principi, per Martino, sono quanto di più vicino al modo in cui le api gestiscono il proprio alveare.
Oggi l’azienda di Mario Martino gestisce poco più di 800 alveari e produce, a seconda della stagionalità, miele d’acacia, di sulla, di millefiori, di castagno, di coriandolo, di girasole.