L’Arcivescovo Luigi Moretti incontra gli operai del pastificio Amato al Palazzo Arcivescovile stamani 21 novembre 2011

Nella mattinata del 21 novembre 2011, l’Arcivescovo Monsignor Luigi Moretti ha ricevuto in udienza una rappresentanza dei lavoratori dello storico Pastificio Antonio Amato, accompagnati dalle rappresentanze sindacali. In un clima di tensione emotiva, ma serena, le maestranze hanno raccontato le difficoltà in cui versano da molto tempo: la cassa integrazione dai tempi e dalle modalità incerte, le famiglie a carico che richiedono sicurezze anche economiche e la paura per il futuro. L’Arcivescovo ha voluto informarsi dettagliatamente della situazione giuridica in cui versa l’opificio e ha ascoltato con attenzione le loro ansie e preoccupazioni.
“Se è utile, sentitemi insieme a voi” ha detto, confermando la vicinanza a ciascun operatore dell’azienda. La Chiesa per sua natura è stata sempre vicina a chi vive il disagio e questo momento storico, per alcuni può assumere forme drammatiche. L’Arcivescovo manifestando affettuosi sentimenti di partecipazione li ha anche esortati a non abbandonarsi alla disperazione, e nei limiti delle sue possibilità, ha espresso disponibilità a dare voce alle loro istanze. In linea con il Magistero del Santo Padre Benedetto XVI anche la Chiesa che è in Salerno-Campagna-Acerno, con il suo Vescovo, afferma con chiarezza che “Il lavoro riveste primaria importanza per la realizzazione dell’uomo e per lo sviluppo della società, e per questo occorre che esso sia sempre organizzato e svolto nel pieno rispetto dell’umana dignità e al servizio del bene comune”.
A conclusione dell’incontro l’Arcivescovo ha manifestato preoccupazione perché il dilatarsi della soluzione può impoverire il valore dell’azienda “il gran parlare e il procrastinarsi della soluzione possono mettere a rischio il raggiungimento del vero obiettivo, che è il lavoro e il reddito per le 125 famiglie”.
Infine in un clima cordiale c’è stato l’impegno di Monsignor Luigi Moretti a seguire con attenzione gli sviluppi dell’intera vicenda e ha auspicato un intervento delle Istituzioni per il bene delle 125 famiglie, centro dell’interesse di tutti.

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