Un paese in festa per zia Nannina che oggi compie cento anni.



Per Annina Graziano, nonnina di San Mango Piemonte, un secolo di vita, una storia umana e personale incastonata in cento anni vissuti intensamente, tra il focolare domestico, il lavoro e gli affetti più cari. Festeggerà nella sua abitazione, alla frazione Piedimonte dove ha trascorso tutta la sua esistenza, i primi 100 anni contornata dall’affetto del figlio Luigi Vitolo, della nuora, dei suoi tre nipoti, ma anche dai tanti parenti, amici e conoscenti. La signora Annina, da tutti conosciuta come “zia Nannina”, nonostante gli acciacchi dell’età e i problemi legati alla deambulazione, ha ancora tanta voglia di vivere e partecipare alla vita odierna. Nata con l’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale, la sua vita si intreccia con la storia di San Mango a cavallo delle due guerre mondiali, del ventennio fascista e del periodo della ricostruzione post bellica, del boom economico degli anni 60 e 70, del terremoto dell’80 e del periodo della ricostruzione post terremoto. Per arrivare, dopo la paura delle incognite legate agli anni 2000, all’apertura delle frontiere europee ed al decadimento dei valori nazionali, alla crisi delle economie locali che ha portato al depauperamento del patrimonio di valori e risorse di un mondo di speranze ormai lontano. La neo centenaria sanmanghese è stata una grande lavoratrice: ha sempre contribuito all’economia della famiglia dedicandosi ai mestieri della casa e della sartoria. Attività che ha svolto interrottamente accanto al marito Magnoantonio Vitolo, sposato nel 1942 per procura perché soldato nella compagna d’Africa. Rimasta vedova nel 1996, si è dedicata alla famiglia del figlio Luigi, col quale vive. Donna semplice e riservata, è attaccata alle sue origini ed alla sua famiglia. Gli piace leggere, cucire e mantenere un frugale stile di vita: niente grossi eccessi per preservare una buona salute e una lucidità mentale notevole per l’età raggiunta. Ed è la prova della validità  del detto “Se cento anni vuoi campare, i fatti tuoi ti devi fare”.

Nicola Vitolo

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